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    Tiziano Ferro Per Un Pò Sparirò

     

    YouTube - Tiziano Ferro Per Un Pò Sparirò
      

    Saharawi libero

     


      

    A natale puoi

     


      

    Sappi Amore Mio - Biagio Antonacci

     

     

    YouTube - Sappi Amore Mio - Biagio Antonacci
      

    Occupazione CGIL Azione Studentesca

     

    Citazione

    YouTube - Occupazione CGIL Azione Studentesca
      

    Possession

    Listen as the wind blows from across the great divide
    voices trapped in yearning, memories trapped in time
    the night is my companion, and solitude my guide
    would I spend forever here and not be satisfied?
    and I would be the one
    to hold you down
    kiss you so hard
    I'll take your breath away
    and after, I'd wipe away the tears
    just close your eyes dear
    Through this world I've stumbled
    so many times betrayed
    trying to find an honest word to find
    the truth enslaved
    oh you speak to me in riddles
    and you speak to me in rhymes
    my body aches to breathe your breath
    your words keep me alive
    And I would be the one
    to hold you down
    kiss you so hard
    I'll take your breath away
    and after, I'd wipe away the tears
    just close your eyes dear
    Into this night I wander
    it's morning that I dread
    another day of knowing of
    the path I fear to tread
    oh into the sea of waking dreams
    I follow without pride
    nothing stands between us here
    and I won't be denied
    and I would be the one
    to hold you down
    kiss you so hard
    I'll take your breath away
    and after, I'd wipe away the tears
    just close your eyes...




    Favola

    E raccontano che lui si trasformò
    in albero e che fu
    per scelta sua che si fermò
    e stava lì a guardare
    la terra partorire fiori nuovi
    così
    fu nido per conigli e colibrì
    il vento gl'insegnò i sapori di
    di resina e di miele selvatico
    e pioggia lo bagnò
    la mia felicità - diceva dentro se stesso -
    ecco... ecco... l'ho trovata ora che
    ora che sto bene
    e che ho tutto il tempo per me
    non ho più bisogno di nessuno
    ecco la bellezza della vita che cos'è
    "ma un giorno passarono di lì
    due occhi di fanciulla
    due occhi che avevano rubato al cielo
    un po' della sua vernice"
    e sentì tremar la sua radice
    quanto smarrimento d'improvviso dentro sé
    quello che solo un uomo senza donna sa che cos'è
    e allungò i suoi rami
    per toccarla
    capì che la felicità non è mai la metà
    di un infinito
    ora era insieme luna e sole
    sasso e nuvola
    era insieme riso e pianto
    o soltanto
    era un uomo che cominciava a vivere
    ora
    era il canto che riempiva
    la sua grande
    immensa solitudine
    era quella parte vera
    che ogni favola d'amore
    racchiude in sé
    per poterci credere



    29/09/08 La comunità

     
      

    Incredibile romantica

    COME FAI ADESSO CHE
    SEI RIMASTA SOLO TE
    A SPERARE IN QUALCOSA DI MIGLIORE
    A PENSARE ANCHE AL GRANDE AMORE
    SEI UN'INGUARIBILE ROMANTICA
    UN PO' ISTERICA
    PERO' SIMPATICA
    CERTO UNICA
    COME FAI ADESSO CHE
    NON C'E' NEANCHE PIU' LUI CON TE
    LUI CHE AVEVA GRANDI COSE PER LA TESTA
    LUI CHE POI UN GIORNO COME NIENTE HA DETTO "BASTA"
    SEI UN'INCREDIBILE ROMANTICA
    UN PO' NEVROTICA
    MA NON PATETICA
    CERTO UNICA



    Azione Giovani Garbatella proTibet

     

    YouTube - Azione Giovani Garbatella Tibet
      

    CIAVARDINI è INNOCENTE


       

    2 AGOSTO 1980- 2 AGOSTO 2008 l'Italia chiede verità, 85 vittime, centinaia di feriti e3 colpevoli INNOCENTI meritano verità!

    http://poetessarmata.blogspot.com

    Il Ministro della Gioventù, Georgia Meloni, ai giovani: "Sfidate la paura per il futuro"

       
    “Diritto al futuro, credito di imposta, Fondo di Garanzia per l’acquisto della prima casa : l’ On.le Georgia Meloni annuncia il suo programma di lavoro, tutto all’insegna delle opportunità per le giovani generazioni” (di Francesco Gentile)

    On.Le Meloni, Lei e' il più giovane ministro del Governo Berlusconi oltre ad essere stata la più giovane parlamentare della scorsa legislatura. Come ci si sente a dover di fatto rappresentare le istanze delle giovani generazioni  e dover cercare le risposte? Mi viene in mente una frase poco istituzionale ma che certamente rende bene il senso. Quando lo zio morente si rivolge all’uomo ragno e gli dice: “Da un grande potere deriva una grande responsabilità”. Ahimé, i poteri di cui disponiamo io e l’uomo ragno sono profondamente diversi, ma la ragione sociale è la stessa. Questo Governo ha voluto offrire alle nuove generazioni uno strumento prezioso che non sarà di per sé sufficiente a risolvere tutti i loro problemi, ma se ben valorizzato può contribuire concretamente a farlo.

     

    Personalmente, rappresentare le istanze e cercare le risposte ai problemi della mia generazione è quello che in realtà faccio da alcuni anni in Azione Giovani, sia da militante che da presidente. Con una sostanziale differenza, ovviamente: ora dipende molto da me. Non posso più scendere in piazza a protestare contro il governo. A sinistra invece sono piuttosto bravi a governare e farsi opposizione nello stesso tempo…

      Recentemente ha affermato che "I giovani non sono tutti bulli e veline - ha detto - ma degli eroi quotidiani che con un lavoro precario e una casa in affitto decidono di mettere al mondo un bambino". Ora lei e' chiamata ad individuare delle soluzioni alle ansie delle giovani generazioni italiane. Da cosa pensa di iniziare? E aggiungo le ragazze madri e le donne sole con figli che si stanno sempre di più affermando come un gruppo sociale esposto ai processi di impoverimento e al limite della marginalità sociale. Intendo cominciare dal “Diritto al futuro”, cioè un insieme di misure volte a combattere la condizione di precarietà con la quale i giovani si confrontano giornalmente. L’obiettivo di garantire diritto al futuro alle ragazze e i ragazzi italiani non può prescindere dalla centralità di temi come il lavoro, la casa, la famiglia. 

    Ha cambiato nome al dicastero a lei affidato, mutandolo in ministero della Gioventù. Segnale che il mondo politico-istituzionale ha compreso l'urgenza delle questione generazionale? “Ministero della Gioventù” perchè ho voluto non solo uniformare la dicitura a quella più comunemente utilizzata in Europa, ma anche trasmettere l’intenzione di superare un’impostazione culturale che non mi appartiene. Non credo alle politiche di genere, qualsiasi esse siano. Non credo alle politiche femminili, alle politiche per gli anziani o per i giovani. Le azioni di governo devono essere rivolte al bene della Nazione nella sua totalità e le iniziative indirizzate ai giovani vanno proprio un questa direzione. Il ministero della Gioventù vuole rappresentare le istanze e i bisogni delle ragazze e dei ragazzi d’Italia nel Governo, in Parlamento, presso l’intera società, dalle banche ai sindacati, dalle imprese agli organismi di governo territoriale. E questo sarà lo strumento principe per aggredire una tra le società più gerontocratiche del mondo. Mi sono posta quattro grandi obiettivi: il già citato “diritto al futuro”, favorire una “rivoluzione del merito”, raccontare le storie più belle della nostra “la meglio gioventù” e restituire all’Italia un “vero protagonismo generazionale”. 

    Lavoro, affitti, istruzione. In che modo il suo Ministero intende intervenire? Per quanto riguarda gli alloggi, è con grande soddisfazione che ho accolto l’approvazione dell’emendamento che istituisce il Fondo di Garanzia per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie, da parte delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera riunite. E’ una prima vittoria a cui attribuisco grande rilevanza. Il fondo, che prevede un’erogazione di 24 milioni di euro in tre anni, servirà a sostenere le spese delle giovani coppie che oggi con grande difficoltà progettano l’acquisto di una casa, senza poter contare sull’aiuto delle rispettive famiglie, su agevolazioni bancarie o impieghi fissi.

     

    Si tratta di un’ulteriore tassello apposto dalla maggioranza per garantire il “diritto al futuro” delle giovani generazioni. Il fondo completa il “piano casa” (inserito nella manovra economica di quest’anno), rivolto alle categorie più esposte della nostra società: famiglie e giovani coppie a basso reddito, anziani, studenti fuorisede, soggetti sotto sfratto e immigrati regolari. Esso prevede il recupero del patrimonio abitativo esistente, la costruzione di nuovi alloggi e garantire una quota di alloggi a canone di locazione convenzionato.  

    Il primo segnale che il Governo ha voluto dare per combattere la precarietà del lavoro giovanile è stato assegnare al Ministero della Gioventù  i fondi introdotti nell’art. 1 del c.d. Protocollo Welfare (Legge 247/2007) e rivolti ai giovani lavoratori atipici e all’imprenditoria giovanile. Altri strumenti molto utili ritengo siano l’adozione del credito di imposta per chi stabilizza i lavoratori precari, l’introduzione del voucher formativo per i giovani durante i periodi di inattività e strumenti reali di flex security capaci attutire il timore per la flessibilità lavorativa.

     

    Occorre inoltre garantire la severa applicazione della Legge Biagi nella parte volta a impedire gli abusi e le distorsioni nell’utilizzo di contratti atipici. Detto ciò, si deve rivolgere l'attenzione anche all'imprenditoria giovanile. Occorre vigilare sulle tentazioni di ridurre l’impegno pubblico nella promozione di nuove aziende, soprattutto giovani. Iniziative come il “prestito d’onore per l’impresa” hanno avuto migliaia di domande ed hanno contribuito a creare migliaia nuove imprese individuali con grande effetto sulla dinamica imprenditoriale Italiana e sull’emergere di una nuova cultura economica.

     

    C'è poi la necessità di operare una seria semplificazione della normativa e l’introduzione di un regime fiscale agevolato per le società di persone composte da giovani non occupati, come primo passo verso la sperimentazione di un periodo di no-tax per le nuove iniziative imprenditoriali dei giovani. Investire poi sulla promozione dei giovani talenti. Abbiamo concordato con il Ministro Brunetta, l'intenzione di redigere un piano per selezionare i migliori talenti, attirarli nella Pubblica amministrazione e trattenerli offrendo loro delle possibilità di educazione e formazione eccellenti e di avanzamento veloce di carriera.

     

    Infine, riguardo agli ordini professionali, è fondamentale armonizzare la normativa europea in materia di accesso alla libera professione, evitando che tra nazioni appartenenti alla Ue vi siano macroscopiche differenze, tali da penalizzare i nostri giovani in un ambito lavorativo che non ha più l’estensione di un tempo, ma quella di un intero continente. Come già dichiarato in altre circostanze l’istruzione è il muro maestro su cui edificare il futuro dei giovani e quindi della Nazione. Lo Stato ha l’obbligo di investire in questo settore. Anche qui però la meritocrazia deve costituire l’humus che rende fertile il terreno. Illustro alcune iniziative in via di definizione.

     

    Una delle difficoltà insormontabili è costituita dagli elevatissimi costi dei corsi di studi, in particolare per gli studenti fuori sede: ho pensato, insieme al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, di rivitalizzare il Prestito d’Onore, previsto dalla legge 390/1991 e purtroppo completamente dimenticato. Un'altra opportunità di credito è costituita dall'accordo stipulato tra l’allora ministro Melandri e l'ABI, conosciuto come "Diamogli credito". Iniziativa lodevole che però, visti i limitati importi erogabili, non rappresenta una efficace soluzione al problema di garantire agli studenti risorse economiche sufficienti per sostenersi nel periodo di apprendimento.

     

    E' intenzione del Ministero verificare la praticabilità di rinegoziare questo accordo con gli istituti di credito, affinché i prestiti erogati rappresentino un concreto supporto per gli studi. Questi strumenti devono funzionare come leva per la responsabilizzazione del giovane, come incentivo a migliori performance nella durata e nel successo degli studi. E’ ovvio che anche tutte le altre misure già illustrate relative agli alloggi, alla connessione formazione-lavoro, rientrano in una azione complessiva tesa all’accompagnamento dei giovani lungo il percorso di crescita.

     

     

    Lo scorso Governo ha previsto per gli anni 2008 e 2009 un Fondo  Nazionale per le politiche Giovanili di circa 120 milioni. Qual'e' la previsione del Governo attuale? La finanziaria dello scorso anno ha stabilito una consistenza del Fondo per le Politiche Giovanili di  138 Milioni per il 2008, 118 per il 2009 e 117 per il 2010. L’attuale Governo, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, ha richiesto a tutti i Ministeri una riduzione del 20% dei propri capitoli di spesa. E’ mia intenzione attenermi a questa indicazione. Saranno ridotti gli sprechi e le voci di dubbia utilità.  Voglio ricordare, comunque, che il ministero della Gioventù, rispetto all’ex POGAS, può avvalersi di altri fondi di spesa dell’ammontare di 150 milioni di euro. Le azioni rivolte ai giovani non ne risentiranno, anzi. 

     

     

    Ministro Meloni Lei rappresenta un esempio e uno sprone per le giovani generazioni italiane ad uscire dalla condizione di difficoltà e di "paralisi" in cui si trovano. Cosa consiglierebbe ad un giovane italiano? Di essere un vero ribelle, nel senso di colui che sfida la paura del futuro, l’ignavia, la desertificazione dei valori assoluti, e di chiedere, anzi pretendere, che l’Italia, ed il ministro della Gioventù, lo doti degli strumenti per poter trasformare la sua rabbia in energia positiva per realizzare un’esistenza dignitosa e per contribuire positivamente al progresso del suo popolo.

    Dedicato a Paolo Borsellino

     

    YouTube - Dedicato a Paolo Borsellino
      

    Notte di mezza estate

     

    Il sipario si chiude sugli anni del declino. Una nuova stagione bussa,

    trova i nostri animi pronti, conosce l’orgoglio dell’amore,

    senza compromessi, combatte la tentazione del potere, senza eccezioni,

    mira a un’Italia operosa e caparbia, sanguigna e lungimirante,

    santa nella sua altezza e operaia nella sua umiltà.

    Ci incontriamo per ringraziarci, incrociare sguardi e mani,

    goderci un’estate di lavoro e di gloria.

     

    Mercoledì 16 luglio ore 20 ● Via di S. Gregorio

    Presso “All’ombra del Colosseo”

    ·       Ore 20 ∙ Cocktail di benvenuto

    ·       Ore 21 ∙ Saluti delle autorità

    ·       Ore 21.30 ∙ Musica, teatro, video e danza

    ·       Ore 22.30 ∙ Conclusioni

     

    Saranno presenti:

    Fabio Rampelli, Marco Marsilio, Giorgia Meloni, Marco Scurria, Federico Mollicone, Francesco Lollobrigida,  Fabrizio Ghera, Laura Marsilio, Andrea De Priamo, Lavinia Mennuni, Fabrizio Santori, Marco Scotto Lavina, Francesco Petrocchi, Romeo De Angelis.

     

    Durante la serata porteranno il loro saluto:

    Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, Assessori comunali, Sottosegretari e Ministri che verranno a festeggiare con noi la chiusura di quest’anno politico indimenticabile per Roma e per l’Italia.

     

    Per informazioni:  06 88.64.41.96

    campionato mondiale pugilato chicago 2007 russo- L'uomo della mia vita

     

    Citazione

    YouTube - campionato mondiale pugilato chicago 2007 russo
      

    INTERESSANTE INTERVISTA A COSSIGA

    Cossiga compie 80 anni: Moro?
    Sapevo di averlo condannato a morte
    «La strage di Bologna, fu un incidente della resistenza palestinese»

     
    Francesco Cossiga (Emblema)
    Presidente Cossiga, auguri per i suoi ottant'anni. Lei è sempre malatissimo, e tende sempre a relativizzare il suo cursus honorum — Viminale, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Quirinale —. Eppure la vita le ha dato longevità e potere. Come se lo spiega?
    «Ma io sono ammalatissimo sul serio! Nove operazioni, di cui cinque gravi, una della durata di sette ore, seguita da tre giorni di terapia intensiva. Ma resisto. Come si dice in sardo: "Pelle mala no moridi"; i cattivi non muoiono. E io buono non sono. Io relativizzo tutto quello che non attiene all'eterno. E poi, come spiego in un libro che uscirà a ottobre, "A carte scoperte", scritto con Renato Farina, tutte le cariche le ho ricoperte perché in quel momento e per quel posto non c'era nessun altro disponibile. Io uomo di potere? Sempre a ottobre uscirà un altro libro — "Damnatio memoriae in vita" — con tutti gli articoli, lettere e pseudo saggi di insulti e peggio pubblicati durante il mio settennato contro di me da Repubblica ed Espresso ».

    A trent'anni dalla morte di Moro, il consulente che le inviò il Dipartimento di Stato, Steve Pieczenick, ha detto: «Con Cossiga e Andreotti decidemmo di lasciarlo morire». Quell'uomo mente? Ricorda male? Ci fu un fraintendimento tra voi? O a un certo punto eravate rassegnati a non salvare Moro?
    «Quando, con il Pci di Berlinguer, ho optato per la linea della fermezza, ero certo e consapevole che, salvo un miracolo, avevamo condannato Moro a morte. Altri si sono scoperti trattativisti in seguito; la famiglia Moro, poi, se l'è presa solo con me, mai con i comunisti. Il punto è che, a differenza di molti cattolici sociali, convinti che lo Stato sia una sovrastruttura della società civile, io ero e resto convinto che lo Stato sia un valore. Per Moro non era così: la dignità dello Stato, come ha scritto, non valeva l'interesse del suo nipotino Luca».

    Esclude che le Br furono usate da poteri stranieri che volevano Moro morto?
    «Solo la dietrologia, che è la fantasia della Storia, sostiene questo. Tutta questa insistenza sulla "storia criminale" d'Italia è opera non di studiosi, ma di scribacchini. Gente che, non sapendo scrivere di storia e non essendo riusciti a farsi eleggere a nessuna carica, scrivono di dietrologia. Fantasy, appunto ».

    Quale idea si è fatto sulle stragi definite di «Stato», da piazza Fontana a piazza della Loggia? La Dc ha responsabilità dirette? Sapeva almeno qualcosa?
    «Non sapeva nulla e nessuna responsabilità aveva. Molto meno di quelle che il Pci (penso all'"album di famiglia" della Rossanda) aveva per il terrorismo rosso».

    Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?
    «Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche».

    Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato?
    «Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: "Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano"».


    C'è qualcosa ancora da chiarire nel ruolo di Gladio, di cui lei da sottosegretario alla Difesa fu uno dei padri?
    «I padri di Gladio sono stati Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani, Gaetano Martino e i generali Musco e De Lorenzo, capi del Sifar. Io ero un piccolo amministratore. Anche se mi sono fatto insegnare a Capo Marrangiu a usare il plastico».

    Il plastico?
    «I ragazzi della scuola di Gladio erano piuttosto bravi. Forse oggi non avrei il coraggio, ma posseggo ancora la tecnica per far saltare un portone. Non è difficile: si manipola questa sostanza che pare pongo, la si mette attorno alla struttura portante, quindi la si fa saltare con una miccia o elettricamente... ».

    E' sicuro che il plastico di Gladio non sia stato usato davvero?
    «Sì, ne sono sicuro. Gli uomini di Gladio erano ex partigiani. Era vietato arruolare monarchici, fascisti o anche solo parenti di fascisti: un ufficiale di complemento fu cacciato dopo il suo matrimonio con la figlia di un dirigente Msi. Quasi tutti erano azionisti, socialisti, lamalfiani. I democristiani erano pochissimi: nel mio partito la diffidenza antiatlantica è sempre stata forte. Del resto, la Santa Sede era ostile all'ingresso dell'Italia nell'Alleanza Atlantica. Contrari furono Dossetti e Gui, che pure sarebbe divenuto ministro della Difesa. Moro fu costretto a calci a entrare in aula per votare sì. E dico a calci non metaforicamente. Quando parlavo del Quirinale con La Malfa, mi diceva: "Io non c'andrò mai. Sono troppo filoatlantico per avere i voti democristiani e comunisti"».

    Qual è secondo lei la vera genesi di Tangentopoli? Fu un complotto per far cadere il vecchio sistema? Ordito da chi? Di Pietro fu demiurgo o pedina? In quali mani?
    «Credo che gli Stati Uniti e la Cia non ne siano stati estranei; così come certo non sono stati estranei alle "disgrazie" di Andreotti e di Craxi. Di Pietro? Quello del prestito di cento milioni restituito all'odore dell'inchiesta ministeriale in una scatola di scarpe? Un burattino esibizionista, naturalmente ».

    La Cia? E in che modo?
    «Attraverso informazioni soffiate alle procure. E attraverso la mafia. Andreotti e Craxi sono stati i più filopalestinesi tra i leader europei. I miliardi di All Iberian furono dirottati da Craxi all'Olp. E questo a Fort Langley non lo dimenticano. In più, gli anni dal '92 in avanti sono sotto amministrazioni democratiche: le più interventiste e implacabili».

    Quando incontrò per la prima volta Berlusconi? Che cosa pensa davvero di lui, come uomo e come politico?
    «Era il 1974, io ero da poco ministro. Passeggiavo per Roma con il collega Adolfo Sarti quando incontrai Roberto Gervaso, che ci invitò a cena per conoscere un personaggio interessante. Era lui. Parlò per tutta la sera dei suoi progetti: Milano 2 e Publitalia. Non ho mai votato per Berlusconi, ma da allora siamo stati sempre amici, e sarò testimone al matrimonio di sua figlia Barbara. Certo, poteva fare a meno di far ammazzare Caio Giulio Cesare e Abramo Lincoln...».

    Ci sono accuse più recenti.
    «Non facciamo i moralisti. Il premier britannico Wilson fece nominare contessa da Elisabetta la sua amante e capo di gabinetto. Noi galantuomini stiamo con la Pompadour. Quindi, stiamo con la Carfagna ».

    Lei non è mai stato un grande estimatore di Veltroni. Come le pare si stia muovendo? Resisterà alla guida del Pd, anche dopo le Europee?
    «E che cosa è il Pd? Io mi iscriverei meglio a ReD, il movimento di D'Alema, di cui ho anche disegnato il logo: un punto rosso cerchiato oro. Veltroni è un perfetto doroteo: parla molto, e bene, senza dire nulla. Perderà le Europee, ma resisterà; e l'unica garanzia per i cattolici nel Pd che non vogliono morire socialisti».

    Perché le piace tanto D'Alema?
    «Perché come me per attaccare i manifesti elettorali è andato di giro nottetempo con il secchio di colla di farina a far botte. Perché è un comunista nazionale e democratico, un berlingueriano di ferro, e quindi un quasi affine mio, non della mia bella nipote Bianca Berlinguer che invece è bella, brava e veltroniana. E poi è uno con i coglioni. Antigiustizialista vero, e per questo minacciato dalla magistratura ».

    Cosa pensa dei giovani cattolici del Pd? Chi ha più stoffa tra Franceschini, Fioroni, Follini, Enrico Letta?
    «Sono una generazione sfortunata. Il loro futuro è o con il socialismo o con Pierfurby Casini».

    Come si sta muovendo suo figlio Giuseppe in politica? E' vero che lei ha un figlio "di destra" e una figlia, Annamaria, "di sinistra"?
    «Li stimo molto entrambi. Tutti e due sono appassionati alla politica come me. Mia figlia è di sinistra, dalemiana di ferro, e si iscriverà a ReD. Mio figlio è un conservatore moderno, da British Conservative Party. Io pencolo più verso mio figlio».

    E' stato il matrimonio il grande dolore della sua vita?
    «Non amo parlare delle mie cose private. Posso solo dire che la madre dei miei figli era bellissima, intelligentissima, bravissima, molto colta. Che ha educato benissimo i ragazzi. E che io l'ho amata molto».
     
    LUIGI CIAVARDINI E' INNOCENTE

    la mia fase

    "se mi avvicini scappo,

    se ti domino non sei per me,

     se mi tieni testa va bene,

    se fai come te pare me incazzo"

     

    sam la saggia

     

    ...

    Come l'ostrica, anche le donne più dure, a volte, nascondono una perla.

    Michel De Certeau

    hello kitty

     

    Citazione

    YouTube - hello kitty
      

    La verità sui fatti della Sapienza

    E' l'ora di pranzo la macchina di Martin con a bordo altre tre persone è in fila su Via De Lollis , i ragazzi di FN vogliono parlare col preside, sottolineare il loro disappunto per l'annullamento del convegno sulle foibe da loro organizzato che vede anche la partecipazione dell'europarlamentare Roberto Fiore, non possono accettare che parlino, mistifichino, solo i collettivi. Reclamano la libertà di parola, cosa che dovrebbe essere scontata in un paese che è solito definirsi democrazia, ma che alla sapienza da sempre e sempre più di frequente è latitante o meglio esiste solo se a parlare sono i soliti noti compagnucci. Cmq dicevamo è l'ora di pranzo la macchina di Martin è imbottigliata su Via De Lollis quando un gruppo di compagni intento a coprire e strappare i manifesti scomodi riconosce Martin e la sua macchina e al grido " compagni i fasci infoibiamoli, massacriamoli!" partono all'attacco, Martin che li aveva già visti sente la "chiamata all'armi" e prontamente dice agli altri di scendere per non finire massacrati dentro la macchina. Ecco perchè i ragazzi di FN scendono dalla macchina e si DIFENDONO, in 4 contro tanti, 30 forse 40. Non avevano alternative, o rimanere nella macchina e lasciare che i compagni la assalissero e spaccassero tutto con estremo pericolo per loro che erano all'interno o scendere e provare a difendersi. Non erano armati e non erano andati lì per cercare lo scontro, erano lì per ricordare a Frati e Pescosolido che tutti hanno il diritto di parola e che le foibe non sono state una rappresaglia fascista.
    Scusate se si sono permessi tanto, scusate se non si sono fatti ammazzare, scusateli ancora se si sono permessi di riutilizzare quello che gli veniva lanciato contro per difendersi.
    Scrivo solo perchè la verità si sappia, perchè ho il voltastomaco a sentire le numerose e improbabili versioni che ogni giorno escono, questa è la verità, forse una verità scomoda, perchè distrugge il mito/leggenda dei fasci cattivi provocatori e armati, la verità perchè la devo ad una persona a cui voglio bene e che ora passa i guai.
    La verità.